2016 e La Ripartenza per il Calcio Italiano

La FIGC ha deciso di presentare un “Bid” per i Campionati Europei del 2016, dopo aver perso la candidatura per il 2012. Quali i motivi di quella sconfitta?

La FIGC ha deciso di presentare un “Bid” per i Campionati Europei del 2016, dopo aver perso la candidatura per il 2012. Quali i motivi di quella sconfitta?

“Non vorrei entrare in questo aspetto, perché non facevo parte della Figc in quel momento e non ho seguito direttamente il processo di candidatura. Da quello che ho potuto capire in questi ultimi mesi, il nostro dossier era stato riconosciuto come il migliore dal punto di vista tecnico, ma la UEFA ha voluto optare per una scelta politica tesa a dare un segnale nuovo, privilegiando due paesi dell’est Europa emergenti come Polonia e Ucraina”.

Cosa è cambiato nel frattempo per provare di nuovo ad avere il torneo in Italia?

“I campionati Europei del 2016 sono un’opportunità per il calcio italiano. Lavorando sulla qualità, sicurezza e accoglienza negli stadi, sviluppando tutti i temi legati alla legacy si riuscirà a proseguire nel progetto di rinnovamento culturale del nostro calcio. Per questo abbiamo coinvolto nel nostro dossier tutte le componenti del calcio, anche le squadre di club ed i loro tifosi, ai quali abbiamo spiegato che si tratta di un’occasione importante per un’ulteriore crescita dei risultati sportivi delle nostre società e del processo di sviluppo culturale ed economico”.

Il “bid” di oggi, e solo per Italia o insieme ad un altro paese?

“Noi ci candidiamo da soli per ospitare gli Europei 2016; l’Italia è un paese che ha una grande vocazione calcistica e una altrettanto forte tradizione di ospitalità, in grado di rispondere da solo alle esigenze di un grande evento sportivo del genere”.

Gli stadi Italiani sono veramente vecchi rispetto agli stadi tedeschi e inglesi. Sei d’accordo?

“I principali stadi italiani sono stati costruiti o ristrutturati per i Mondiali del 1990. Alcuni, come il Meazza di Milano e l’Olimpico di Roma, sono stati poi ulteriormente rinnovati per ospitare le finali di Champions League nel 1996, 2001 e 2009. La Juventus ha già iniziato i lavori di costruzione di un suo nuovo stadio. Altre società stanno pensando ad una soluzione del genere, in attesa della legge per la ristrutturazione degli stadi su cui il Parlamento sta lavorando. La situazione, dunque, è già in evoluzione. Sicuramente, Euro 2016 sarebbe una opportunità decisiva per la modernizzazione degli stadi e per questo abbiamo messo al centro del nostro dossier proprio la parte relativa alla progettualità sugli impianti”.

Quanti stadi servono per il torneo?

“Al momento sono dodici le città inserite nel progetto: Bari, Cagliari, Cesena, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Roma, Torino, Udine, Verona; in caso di assegnazione all’Italia, la decisione finale sulle 9 città ospitanti, come richiesto dalla UEFA, sarà ufficializzata entro maggio 2011.

Si devono rifare tutti gli stadi italiani?

“ Per un evento come Euro 2016, servono dei lavori importanti improntati ad avere gli stadi del futuro. Roma e Milano sono già a buon punto. Sono previsti poi tre stadi di nuova costruzione: Torino, Cagliari, Palermo; importanti ristrutturazioni sono state previste negli altri stadi, attraverso nuove coperture, minimizzazione delle piste d’atletica, implementazione degli spazi dedicati all’accoglienza per VIP con nuovi skybox, riconfigurazione degli spalti per assicurare una perfetta visione, miglioramento del comfort dei servizi igienici e di ristoro, dei posti dei diversamente abili, tutto con una particolare attenzione allo sfruttamento delle risorse, grazie all’ausilio di impianti fotovoltaici, illuminazione a LED, raccolta dell’acqua piovana, raccolta differenziata dei rifiuti e riciclaggio dei materiali da costruzione”.

Quanti soldi occorrono per rifare gli impianti?

“Tutti i progetti sono corredati da budget e business plan dettagliati e credibili, per un totale di circa 745 milioni di Euro. Le Amministrazioni comunali hanno assunto impegni importanti in tal senso. Al contempo, la tempistica dei lavori è stata pianificata attentamente, prevedendo, nel caso delle ristrutturazioni, il contestuale svolgimento delle partite di campionato e internazionali”.

La FIGC ha il sostegno del governo?

“La nostra candidatura ha il pieno sostegno del Governo, così come di tutte le forze politiche italiane. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è impegnato direttamente firmando le lettere di garanzie e di impegni previsti dalla UEFA, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport Rocco Crimi ha rappresentato il Governo a Nyon lo scorso 15 febbraio in occasione della consegna del dossier alla UEFA. La candidatura, inoltre, è stata condivisa anche con il CONI, il Comitato Olimpico italiano. Ma c’è di più: la nostra è una candidatura portata avanti con il paese: le principali aziende italiane ci hanno sostenuto nell’elaborazione delle scelte attuate nel dossier; la stragrande maggioranza dei tifosi di calcio (il 97% secondo il sondaggio della tedesca Sport+Markt AG ndr) si è dichiarata d’accordo con la nostra candidatura”.

La Juve sta costruendo un proprio stadio. Pensi che fanno bene ad avere uno stadio privato invece di uno di proprietà cittadina, come tutte le altre città italiane?

“La Juve è la prima società in Italia che, grazie ad intese con il Comune di Torino, si è rivolta verso uno stadio di proprietà. Ma presto in tutta Italia andremo in questa direzione che i principali analisti dello sport business hanno chiaramente indicato come fondamentale per lo sviluppo economico-finanziario dei club. La legge che favorirà questo passaggio decisivo, già passata al Senato, è ora alla Camera dei Deputati e dovrebbe essere approvata definitivamente prima di maggio”.

Tu sei stato Direttore generale del Parma e della Lazio. Il calcio in Italia dal punto di vista del gioco gioco è migliorato nel 2010? Gli aspetti finanziari però sembrano in difficoltà. Quale fiducia si può avere nell’Italia rispetto ad un torneo di così alto livello?

“Il calcio italiano è da sempre un punto di riferimento mondiale. Lo dimostrano 4 Mondiali, 1 Europeo, 5 Europei Under 21 e 1 Olimpiade vinti dalla nostra Nazionale, ma anche la storia dei nostri club, che nelle tre classiche competizioni continentali (Champions, Uefa/Europa League, Coppa Coppe) hanno vinto più di tutti gli altri paesi. Dal punto di vista finanziario, i club italiani hanno una loro solidità che, nonostante la crisi, ha evitato tracolli visti, ad esempio, in altri campionati. Sicuramente abbiamo perso competitività a livello europeo, ed è questo il tema del mio libro che uscirà in libreria il 6 maggio con il titolo “La Ripartenza”. Le potenzialità per recuperare ci sono tutte. Importante sarà lavorare su stadi e marketing rafforzando la possibilità dei nostri club di ampliare le fonti di ricavo. Noi siamo convinti che l’Italia saprà organizzare un Europeo indimenticabile: le Fan Zone, ad esempio, nasceranno nelle piazze più belle del mondo, che tutti ci invidiano; penso ai luoghi storici di Roma, ma anche delle altre città candidate, tutte con un bagaglio storico – artistico di grande valore, a disposizione di un evento che vuole unire i tifosi di tutti i paesi, creando ricordi indimenticabili ovunque essi siano, dentro o fuori gli stadi. Riguardo i trasporti, il sistema aeroportuale italiano è uno dei più sviluppati e capillari in Europa ed ogni città candidata avrà minimo due scali di riferimento, senza contare le possibilità di spostamento via mare. Così come la nuova rete ad alta velocità delle Ferrovie dello Stato, che insieme alla nascita di un un’altra compagnia privata NTV, accorceranno decisamente i tempi di percorrenza fra le nove città. E poi penso alla tradizione dell’ospitalità italiana, al suo sistema alberghiero capillare e
con offerta variegata per tutti i potenziali visitatori, ma anche alle sue ricchezze culturali ed enogastronomiche che possono diventare uno stimolo in più per i tifosi”.

E’ importante per il bid italiano che la Nazionale di Lippi vinca il Mondiale 2010?

“Sinceramente me lo auguro come tifoso, ma la scelta della UEFA avverrà prima del Mondiale, il 28 maggio…”

Queli che seguono il calcio sanno che il pubblico negli stadi Italiani si comporta male. Pensi che si può cambiare il comportamento dei tifosi in Italia? Con stadi nuovi, come in Ingliterra 15 anni fa, il comportamento è cambiato subito. Si dice in inglese, se tratti gli umani come animali, si comportano come animali. Allora se gli stadi in Italia diventano moderni pensi che ci sarà un cambiamento nel comportamento?

“In Italia negli ultimi anni è già stato avviato un percorso per ridurre i fatti violenti in occasione delle partite di calcio ed i risultati forniti dal Minisitero dell’Interno sono altamente positivi. Per tornare alla candidatura mi sembra che i problemi di Francia e Turchia siano più recenti. Ovviamente siamo solo a metà del percorso: l’Europeo 2016 sarà la tappa di arrivo, per questo parlavo prima di un occasione di rinnovamento culturale del calcio italiano, attraverso progetti di educazione al rispetto e attraverso la modernizzazione degli stadi. Abbiamo studiato un piano che cura gli aspetti relativi alla Safety e non solo alla Security, per offrire agli spettatori l’opportunità di partecipare all’evento sportivo in una atmosfera di festa e serenità”.

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